Chirurgia Plastica Peniena
Firenze
CHIRURGIA PLASTICA PENIENA FIRENZE
La chirurgia plastica peniena Firenze consiste in un intervento volto a costruire, ricostruire, allungare, o ingrossare il pene. Si tratta di operazioni complesse che vanno a modificare e migliorare l’anatomia estetica del pene, risolvendo svariate problematiche legate a molteplici patologie. È possibile ricorrere alla falloplastica per svariate ragioni, che vanno dalla volontà di risolvere dei difetti congeniti al pene, alla necessità di far fronte ad eventuali traumi subiti. Infine la chirurgia peniena è anche quella che le donne richiedono quando vogliono cambiare sesso.
Si tratta di una materia oggetto di studi e ricerche da innumerevoli decenni. Con il tempo le tecniche operatorie sono migliorate e si sono affinate in metodologie più all’avanguardia. Anche i risultati sono decisamente aumentati, tanto da rendere oggi, questo settore particolarmente sicuro e soddisfacente.
In cosa consiste la chirurgia plastica al pene
Abbiamo visto che si tratta di interventi mirati a costruire, ricostruire, allungare, o ingrossare il pene. A seconda dei casi è possibile che siano necessarie diverse operazioni distinte. La falloplastica mirata all’allungamento del pene, o all’ingrossamento del diametro del membro, conta molteplici tecniche chirurgiche. Ognuna di queste è valida ed efficace e presenta caratteristiche specifiche, ma anche potenziali rischi associati.
La materia non è senza dubbio, una novità in termini medici e scientifici. L’argomento è stato affrontato sin dal 1936 quando, il chirurgo russo Nikolaj Bogoraz, eseguì il primo intervento in assoluto di plastica peniena. Si deve invece aspettare il 1946 e il chirurgo plastico neozelandese Harold Gillies, per vedere la falloplastica applicata al cambio di sesso.
Da allora il settore ha fatto passi da gigante e oggi le pratiche applicate non sono certo le stesse di inizio secolo scorso. Rimane però lo scopo della chirurgia peniena, che vuole riuscire a realizzare un pene ben fatto esteticamente, formato e sviluppato a dovere e, soprattutto, funzionante in ogni su diverso processo (passaggio dell’urina, sensibilità tattile, capacità di produrre e mantenere un’erezione, ecc…). Anche la falloplastica di allungamento e la lipopenoscultura (chirurgia peniena volta ad aumentare il diametro del membro) hanno fatto notevoli passi in avanti, in poco più di un secolo.
Chirurgia plastica peniena Firenze: chi vi si sottopone
Alla falloplastica di allungamento e alla lipopenoscultura si sottopongono soprattutto gli uomini under 45. La fascia maggiormente coinvolta è quella compresa tra i 35 e 45 anni di età (circa il 40% dei pazienti), seguiti dalla fascia 25-35enni (30%) e dai 45 ai 55 anni (55%). Dato curioso, la fascia compresa tra i 55 e i 70 anni invece, rappresenta solamente il 5% dei pazienti operati.
È stato anche verificato che la maggior parte degli uomini che richiedono un intervento di falloplastica hanno solitamente rapporti stabili (67% sposati e il 33% single).
Richiedono questa tipologia di intervento chi riscontra:
- difetti congeniti del pene (micropene, ipospadia, epispadia)
- vittime di traumi e danni a livello genitale
Chirurgia plastica peniena Firenze: prepararsi all’operazione
Come avviene l’operazione
Prima dell’intervento vero e proprio, il paziente è visitato da un medico specialista (urologo/andrologo). In occasione delle visite mediche, sono indagati tutti gli aspetti della condizione di salute del paziente (sia fisica che mentale) e sono richiesti una serie di analisi (analisi del sangue, delle urine, elettrocardiogramma, ecc…).
Falloplastica: le tecniche chirurgiche
- con lembo radiale dell’avambraccio
- falloplastica con lembo latero-anteriore della coscia
- con lembo addominale
- falloplastica con lembo muscolocutaneo di latissimus dorsi
Degenza e dimissione
In seguito all’operazione il paziente è trattenuto in ospedale per accertamenti e monitoraggio, un solo giorno, nel caso di interventi semplici, 2-3 giorni per quelli più complessi.
In seguito è dimesso e rimandato a casa, dove dovrà stare in assoluto riposo per un periodo di tempo compreso tra le 4 e le 8 settimane. Il periodo di riposo varia da soggetto a soggetto e da caso a caso e sarà il medico curante a stabilirlo.
Nei giorni seguenti l’operazione, il paziente potrebbe accusare qualche dolore, indolenzimento, gonfiore e bruciore. In alcuni casi, ma non sempre, potrebbe anche trovare delle tracce ematiche nelle urine, soffrire di nausea e avere una certa sensibilità nervosa nella parte interessata.
Fai una domanda
al Dr. Cocci
Riceverai risposta dal Dr. Cocci in forma privata al tuo indirizzo e-mail, e potrai valutare senza impegno se prenotare la visita specialistica.

